Stone House, costruire a km 0

.Nella provincia vietnamita di Quang Ninh, l’opera architettonica che ridefinisce i principi dell’ecosostenibilità nelle costruzioni, partendo dalle risorse offerte dal luogo. Un piccolo gioiello architettonico che sembra prender forma dai caratteri de “La Rovina” di Georg Simmel — di Antonio Amendola e Elvira Cerratti

Balzato agli onori delle cronache per l’uso del bambù in molti dei suoi progetti in sostituzione delle più diffuse tecnologie strutturali, il giovane e talentuoso architetto vietnamita Vo Trong Nghia è attualmente una delle figure più affermate del sud est asiatico in tema di green architecture.
Stimolato probabilmente dalla situazione ambientale del suo paese d’origine, dove l’inquinamento atmosferico spaventa più di ogni altra calamità, Vo Trong Nghia ha fatto della sostenibilità l’elemento centrale del suo metodo progettuale.
“Il bambù è l’acciaio verde del XXI secolo” ha spesso asserito, esortando i suoi colleghi a considerare questa “nuova” tecnica costruttiva come un’alternativa possibile. Ma con tale affermazione, oltre ad apprezzare le qualità estetiche e meccaniche del materiale, l’architetto palesa la sua filosofia architettonica, concepita con estrema sensibilità ambientale, e concretizzata attraverso l’uso di materiali naturali autoctoni, di scarsa o nulla lavorazione industriale.

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