Singapore, il giardino nella metropoli

.Quando natura e costruito convivono nella città: Singapore, la green city del futuro di Gilda Messini

La storia del giardino è profondamente legata alla storia dell’uomo e all’evoluzione delle modalità abitative legate alle vicende storiche e alle relative forme urbane e architettoniche.
Il concetto di giardino pubblico, come è inteso oggi, è nato abbastanza recentemente, quando la città del XVIII secolo ha iniziato a sentire l’esigenza di avere spazi verdi accessibili agli abitanti. Fu Roma la prima ad aprire i propri giardini privati al pubblico, iniziando nei primi anni del ‘700 con Villa Borghese (rinomato esempio di giardino all’inglese).
Di fatto nei secoli precedenti non si era mai sentita l’esigenza di realizzare aree verdi, i centri urbani erano di piccole dimensioni e spesso circondati dalla cinta muraria che costituiva un elemento di separazione tra il costruito e la natura al di fuori. Solo negli ultimi anni le grandi metropoli sembrano necessitare di spazi sempre più verdi ben connessi tra loro e in alcune città i giardini hanno conquistato un ruolo preponderante dominando lo spazio costruito.
Un esempio concreto è Singapore, città cosmopolita situata nel sud est asiatico, che si è ormai affermata come metropoli del futuro grazie alle trasformazioni urbane messe in atto negli ultimi anni. Sfruttando le grandi superfici forestali presenti (circa il 23% della città) Singapore si è infatti trasformata in un immenso giardino.

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