Quando l’uomo moderno ripensa la pietra

.È l’elemento costruttivo più antico della storia dell’uomo, il più difficile da reinterpretare, il più restio ad abbandonare i modelli del passato. L’architettura contemporanea lancia la sfida alla reinvenzione della pietra — di Andrea Filippo Certomà

La storia dell’uomo-architetto e della pietra-materia è talmente variegata e complessa, che sarebbe presuntuoso sperare di poterla conoscere nella sua interezza. Possiamo tuttavia osservare come, nelle chiavi interpretative delle moderne architetture lapidee, si riscoprono linguaggi vecchi, persino antichi. Un breve percorso di analisi, può permetterci di chiarificare il modo in cui delle opere chiaramente moderne, risentano della fascinazione delle antiche tecniche di costruzione in pietra.
Se volgiamo lo sguardo al contemporaneo, la difficoltà di lavorazione ed estrazione è diventata spesso motivo di segregazione della pietra al puro termine estetico. Acciaio e cemento dettano i tempi e i modi del costruire contemporaneo, ma non si può ancora negare alla pietra uno dei caratteri più affascinanti dell’architettura moderna. Una lavorazione accurata permette di creare delle trame sublimi, in virtù dell’unicità del disegno che solo millenni di sapiente lavorazione della natura possono realizzare. Ne sono un chiaro esempio le celebri terme di Vals (Peter Zumthor 1991).

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