Nuove forme e funzioni agli oggetti, intervista ad Alberto del Grosso

Siamo andati a conoscere, nel suo studio, Alberto del Grosso, ingegnere e designer per professione e per passione, abbiamo parlato del suo lavoro di progettazione, dei suoi oggetti autoprodotti e della sua recente partecipazione al RomaDesignLab — di Maria Teresa della Fera

Il design si riempie di nuova linfa: giovani che sperimentano forme inconsuete, creano oggetti innovativi, ricevono mille stimoli e restituiscono passione inesauribile, strenuo lavoro in un viaggio insidioso ma quanto mai affascinante.
Di uno di questi giovani, Alberto del Grosso, siamo andati alla scoperta. Egli ci ha illustrato la sua attività di designer e ci ha mostrato due delle sue creazioni, la mini libreria Mi.Li e la libreria dall’insolito profilo curvo Ma.Li.. Ne è uscito un racconto emozionante dal quale traspaiono dedizione, amore e vivo interesse.

Come e perché una persona con una formazione da ingegnere, è approdata al mondo del design?
Sono un Ingegnere Civile e dovrei occuparmi a tempo pieno di fornire soluzioni per l’architettura a grande scala, di opere civili, di calcoli strutturali. Purtroppo, oggi, per diversi motivi, uno tra tanti la crisi economica diventata anche crisi sociale e culturale, si opera in campi più ridotti. Si eseguono molti recuperi edilizi, ristrutturazioni, manutenzioni straordinarie, assistenza alla gestione ed alla vendita di immobili ma si realizzano pochissime nuove opere. In un panorama siffatto non c’è “spazio” per pensare e creare nuove forme e funzioni. E’ così che sono approdato alla progettazione a bassa scala, che mi permette di fare proprio questo: ragionare su nuovi prodotti con nuove funzioni, a loro volta generati da nuove forme. Ho scoperto che, nel design, io posso essere il committente, il produttore (costruttore) ed anche l’utente finale e che posso prendermi il lusso, nella fase di prototipazione, di “sperimentare” e di “sbagliare”, cosa che nella progettazione a grande scala non mi è permessa e mai deve succedere. Non ho studiato design, ma lo sto facendo unitamente ad una pratica di laboratorio di prototipazione, senza dimenticare che l’ingegneria ha, soprattutto nella fase esecutiva, molte insospettate affinità con il design.

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