Natura e colore nella composizione del paesaggio

.L’unione di “studio” botanico e arte diventano motivo di progettazione, dall’approccio sud americano di Burle Marx a quello europeo di Piet Oudolf — di Gilda Messini

Se la vista svolge il ruolo più importante tra i 5 sensi nella percezione all’interno dei luoghi, il colore è un elemento attrattivo per l’occhio umano ed emotivo, in quanto ogni tonalità  induce sintomi psicologici differenti nell’individuo. Nella storia dell’arte e della pittura in particolare ha sempre aiutato gli autori ad esprimere uno stato d’animo e a trasmettere sensazioni di benessere o disagio.

La vegetazione in molti casi si mostra come un efficace strumento di rappresentazione nelle mani dell’architetto-paesaggista, il quale inserisce nei contesti urbani e non solo, la giusta scelta delle piante, avvalendosi di competenze botaniche spesso sottovalutate dagli architetti tradizionali.

Due maestri in questo campo sono il poliedrico artista Roberto Burle Marx, vissuto a cavallo del XX secolo, attivo soprattutto in Brasile e l’olandese Piet Oudolf, affermato progettista di giardini, il quale opera la professione sia in Europa che negli Stati Uniti.

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