La semantica del vuoto nell’architettura della memoria

.La forza evocativa del vuoto quale metafora dell’assenza nel lessico architettonico delle opere memoriali — di Veronica Carlutti


L’architettura dedicata alla commemorazione è volta a dare luogo a un’esperienza spaziale capace di suscitare il coinvolgimento emotivo dello spettatore, invitandolo costantemente al raccoglimento in pause di riflessione e di introspezione. Il monito è ricordare di non dimenticare. Lo scopo, come quello di ogni opera d’arte, è trasfigurare un concetto – in questo caso l’assenza – traducendolo in un sentimento vissuto nell’intimità dell’individuo attraverso delle percezioni sensoriali e, al tempo stesso, assurgere a simbolo di identità sociale capace di rappresentare un sentimento di coscienza collettiva.
Quando l’architetto si trova davanti al difficile compito di raccontare un avvenimento drammatico utilizzando il linguaggio dell’architettura, nella semantica del lessico architettonico nulla è più evocativo del vuoto quale metafora della perdita.
Nel Jüdisches Museum di Berlino, dedicato alla memoria della Shoah, il vuoto architettonico, esito di un’operazione compositiva di sottrazione dal pieno volumetrico, diventa il luogo in cui si materializza l’assenza. «Il concetto di base è molto semplice: – scrive l’architetto Daniel Libeskind – costruire un museo intorno a un vuoto che permei di sé l’intero edificio e sia fisicamente avvertito dai visitatori».
Il progetto scaturisce dall’interazione di due direttrici, una linea retta e una spezzata, che si rincorrono sovrapponendosi e dando forma, nei punti di intersezione, ai vuoti architettonici. Lo Spazio Vuoto della Memoria, luogo di contemplazione dell’assenza, interrompe la continuità del percorso espositivo offrendo al visitatore uno spunto di riflessione. Lo svuotamento raffigura la mancanza ed è inteso come pausa tra due pieni consecutivi: un tragico evento è in grado di cambiare per sempre il corso della storia interrompendone la continuità e causando un vuoto temporale impossibile da colmare.

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