High Line di New York, i binari della ripartenza

I temi del riuso e del riciclo nella città contemporanea, un esempio per un nuovo approccio alla progettazione architettonica — di Gabriele Berti

Nella società di oggi, dove i temi legati all’impatto ambientale sono centrali; vocaboli come riduzione, riuso e riciclo sono sulla bocca di tutti. Nonostante la loro grande attualità, essi vengono però spesso interpretati in progetti fini a se stessi, non considerando il loro contributo se declinati agli spazi urbani.

Un approccio di questo genere, traducendolo in termini come riqualificazione, rinascita e ripartenza; può essere una nuova chiave di intervento per gli sviluppi futuri delle nostre città e degli abitanti che le vivono.

Un caso emblematico in cui architettura e comunità,  tramite un piano di interventi ben programmato, hanno dato vita ad un moto di riqualificazione che ha ispirato progetti in tutto il mondo è la High Line di New York.

Una vecchia linea ferroviaria degli anni ’30 che, sorvolando Manhattan a dieci metri di altezza per rifornirla di viveri e materiali da costruzione, finì poi per essere abbandonata. Conquistata dalla natura, invasa da arbusti spontanei e presentandosi come la spina dorsale di un’area dove le attività produttive erano in progressiva decadenza; la ferrovia era destinata a divenire macerie: un simbolo del degrado di un’area della metropoli oramai dimenticata. Dal dibattito scaturito sulla demolizione di questo manufatto, un gruppo di residenti del quartiere si fece promotore della riqualificazione e la trasformazione di questo tracciato in spazio pubblico per la comunità. Da un’area simbolo del degrado emerge una scintilla nuova. Gli architetti incaricati del progetto, Diller+Scofidio&Renfro e James Corner Field Operation, hanno scelto di esaltare l’atmosfera e l’ambiente stratificatosi nel tempo, mantenendone lo spirito ed il carattere peculiare.
In questo parco diffuso due realtà agli antipodi, il percorso dei binari fatto di ferro, roccia ed assi di legno, ed il verde dell’erba e degli arbusti; si sono fuse in maniera spontanea. Questa commistione ha creato un paesaggio unico dal fascino decadente; un simbolo dello scorrere del tempo e della vita che riparte anche negli angoli più inaspettati. La nuova High Line preserva i segni del passato creando un’ambientazione atta ad accogliere un nuovo modo di vivere nella città di New York.

“L’architettura organizza, l’architettura incanala comportamenti. Un edificio deve essere generoso. Deve donare più di quello che prende. Deve prendere parte nella vita della città e dare qualcosa gratuitamente” – Lene Tranberg 

Proprio questo è l’altro punto fermo del progetto: trasformare un’area in degrado in un luogo di ritrovo, un luogo che dà nuova linfa alla vita della comunità.

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