GNAM! Il colore stimola la fame d’arte

.A soli 4 anni dall’ultimo restauro, il nuovo allestimento della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma trasforma radicalmente l’immagine degli spazi interni del museo, grazie ad un sofisticato progetto basato esclusivamente sulle qualità estetiche e plastiche del colore — di Antonio Amendola e Elvira Cerratti

Quando ci si confronta con le arti figurative, nel progetto d’architettura gli aspetti cromatici assumono un ruolo determinante. Il colore del “contenitore”, in ambito museale, può determinare la corretta fruizione dell’opera, al punto da esaltarne o stravolgerne la lettura.
Con ogni probabilità, l’Architetto Federico Lardera, chiamato a riprogettare gli spazi interni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, ha fondato il suo metodo operativo base di tali considerazioni.
Elemento iconico della Valle delle Accademie, la GNAM è il punto di riferimento per l’arte moderna a Roma, con la più grande collezione presente in Italia.
Il progetto di Lardera, elaborato nel 2011 con la supervisione di Maria Vittoria Marini Clarelli, è nato con l’intento di neutralizzare gli effetti del restauro del 2007 che aveva ripristinato l’originario stile Beaux Arts delle sale, indebolendo la presenza scenica delle opere esposte.
Infatti, una serie di indagini condotte sui visitatori da parte dell’Osservatorio della GNAM, poste alla base del programma d’intervento, ha rivelato flussi disordinati e tempi medi di visita sensibilmente ridotti, evidenziando un progressivo disinteressamento e difficoltà nella fruizione da parte di un pubblico spesso disorientato.

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