Un futuro di bambù per l’architettura. Intervista a DFG Architetti

.Tre giovani architetti italiani tra i vincitori del concorso internazionale “Singapore Bamboo Skyscrapers”. Scopriamo con loro cosa vuol dire fare architettura in bambù – di Lorenzo Carrino

DFG Architetti è uno studio di progettazione e ricerca, fondato dai giovani Davide Scrofani, Ferdinando Mazza, Giuseppe Francone, impegnato nei campi dell’architettura, dell’urbanistica e dell’arte. Questo giovane team si è classificato tra i vincitori, con un riconoscimento speciale, della competizione internazionale di architettura “Singapore Bamboo Skyscrapers”; unici italiani tra i primi 30 classificati. Si sono presentati con un progetto nato dall’osservazione della natura fisica e sociale di Singapore, città-stato adagiata su un arcipelago di 63 isole, risultato etnico e culturale della fusione di più popoli. Il nuovo villaggio di bambù, per questi motivi, è costituito da un arcipelago di volumi che si aprono intorno ad un nucleo d’acqua, tra cui svetta il grattacielo. Edifici concepiti in bambù, in cui il bambù è usato come vestito e come struttura.

 

Come sappiamo vi siete classificati tra i vincitori del concorso “Singapore Bamboo Skyscrapers”. Come è nata la vostra idea progettuale? E quali sono state le difficoltà nell’approcciare ad un materiale come il bambù, sicuramente inedito per la cultura architettonica italiana e occidentale?

 Il nostro progetto, così come ognuna delle nostre idee, nasce dalla meticolosa osservazione del contesto nel quale il prodotto architettonico andrà ad inserirsi. La responsabilità è tale da imporci un lunghissimo periodo di studio che spazia dalla storia del luogo all’analisi climatica- ambientale, dal panorama culturale al know-how tecnologico, dagli aspetti sociologici al trend economico, dallo stile di vita alle tradizioni architettoniche. Insieme al contesto, valutiamo anche le aspirazioni della committenza, esplicite ed implicite, che in questo caso mirava ad un progetto fortemente innovativo che potesse aprire la strada a future sperimentazioni e ricerche….

(per la versione integrale scarica gratuitamente lab2.0 Magazine #01)