Città erranti, fantascienza o prossima realtà?

.E se non fossimo più noi a muoverci di città in città, ma fosse la città stessa a spostarsi con noi? — di Ines Cilenti

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Si tratta di piccole metropoli frutto di continue sperimentazioni, risultato della contaminazione tra utopismo e fantascienza. Con il Very Large Structure Manuel Dominguez dà vita, su carta, ad una piattaforma mobile, autosufficiente anche dal punto di vista della produzione energetica rinnovabile e quindi ecosostenibile: vere e proprie città erranti. Dominguez, in questo suo progetto elaborato in fase di tesi, propone la produzione di energia pulita a bordo della stessa “piattaforma” utilizzando turbine eoliche, pannelli solari ed impianti di energia ad idrogeno. Viene da chiedersi quanto realmente si possa parlare di eco-sostenibilità in riferimento ad un’ intera città che si muove su enormi cingoli che scorrono su binari. Comunque, una struttura visionaria ma teoricamente possibile.

L’architetto spagnolo risponde, con questa idea, al bisogno di muoversi delle popolazioni minacciate dalla natura e alla continua ricerca di nuove risorse. Ma sarebbe davvero questa la risposta ecosostenibile alle catastrofi dovute ai cambiamenti climatici e all’esaurirsi delle risorse naturali? Il bisogno di spostarsi proietta queste città in un futuro che non è poi così lontano.

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